• non esiste una strada giusta,esiste quella per te

Perchè un Centro Benessere per la Maternità

E' dimostrato che l’applicazione a tappeto di un modello basato sul rischio, su una popolazione di base sana, crea interventi inappropriati, con potenziali complicanze e di conseguenza più patologie.

L’attualità ostetrica italiana vede un preoccupante aumento di tagli cesarei (39%), induzioni farmacologiche, interventismo medico, cascate di interventi, tutti con potenziali effetti collaterali, aumento di patologie ed emergenze, aumento di gravidanze patologiche.

Nella pratica questo determina che se sei sana la tua gravidanza ha 1 probabilità su 3 di incorrere in patologie iatrogene, se vai a partorire in ospedale hai 1 probabilità su 3 di subire un taglio cesareo senza indicazione e quasi 3 probabilità su 3 di ricevere ossitocina sintetica e interventi per l’accelerazione del parto con conseguente cascata di interventi e aumento di complicanze.

La cultura del rischio ha creato un paradosso: ha promesso sicurezza creando paura. La paura della nascita non riguarda solo mamme e papà, ma anche gli stessi operatori sanitari che hanno dato vita al secondo paradosso moderno: “per difendersi di più, creare più danni” che si traduce nel fenomeno della medicina difensiva e nell'applicazione di protocolli.

Questa realtà disorienta le donne facendole sentire poco in controllo della loro esperienza di nascita. Una donna informata, preparata e sostenuta nelle sue scelte incorre meno in questi rischi e nella delega.

Cosa dice la ricerca

Tutti gli interventi medici non appropriati aumentano il rischio e compromettono il benessere all'inizio della vita del bambino e la qualità dell'esperienza della maternità.

La ricerca scientifica disconosce molte delle pratiche mediche che vengono perpetrate per abitudine, cultura o per difendersi dalle azioni medico-legali. Indica invece come efficace il modello della continuità dell’assistenza e della persona che la eroga (care giver). Sono indicati come ulteriori fattori di sicurezza l’assistenza di operatori di base e luoghi più piccoli e decentrati rispetto ai grandi ospedali. (Walsh 2007, Wagner 2001 et al).

I benefici di questo modello di assistenza sono ben dimostrati.
Tra tanti vantaggi vi è:

  • minore ricorso all’analgesia epidurale e farmacologica,
  • minore perfusione di ossitocina per induzione o accelerazione,
  • un minor numero di parti vaginali operativi,
  • meno interventismi medici,
  • meno tagli cesarei, almeno quando il sostegno proviene da una persona all’esterno dello staff ospedaliero (Hodnett 2003),
  • più bambini con indici di APGAR superiore a 7 a cinque minuti,
  • minore bisogno del neonato di terapia intensiva o ricoveri in pediatria,
  • meno traumi perineali,
  • un numero più alto di donne che allattano a 6 settimane,
  • meno problemi nell’accudimento del bambino, una maggiore soddisfazione delle donne della loro esperienza,
  • la sensazione delle donne che il travaglio sia andato meglio di quanto si aspettassero,
  • minore percentuale delle depressioni post-partum,
  • meno problemi relazionali tra il padre del bambino e l’ostetrica.

E, sopratutto non è stato rilevato nessun effetto negativo del sostegno.

Questo tipo di modello, a dispetto della sua efficacia e delle evidenze scientifiche non esiste di fatto all’interno del servizio pubblico italiano. La sua importanza è data anche dal fatto che la salute di parto e dopo parto si crea durante la gravidanza.

Da qui nasce la nostra proposta di creare uno spazio sociale per la maternità, per le donne e le famiglie che garantisca la continuità dell’assistenza e la possibilità di scegliere un modello di assistenza alla maternità basato sulla salute, piuttosto che sul rischio e sulla prevenzione, invece che sull’intervento. Offriamo alle coppie gli strumenti per orientarsi e sostenere le proprie scelte informate nel luogo del parto da loro scelto e proponiamo una risposta alla solitudine che i neogenitori vivono prima e dopo il parto.

 
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